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Introduzione

by Guido Abbattista (Università di Trieste, Dipartimento di Storia)

Ciò che viene qui presentato è un estratto della «Guida alle risorse Internet per lo studio e la ricerca storica» attualmente in corso di preparazione a cura dello staff di Cromohs - la prima rivista scientifica italiana in formato interamente ed esclusivamente elettronico dedicata agli studi storici, in particolare alla storia della storiografia moderna. La versione integrale della guida – una volta ultimata – sarà consultabile sul sito di Cromohs. Quanto segue è solo una piccola selezione di links d'interesse storico organizzati per categorie tipologiche e aventi riferimento prevalente alla storia medievale e moderna. Essa è stata redatta con lo scopo di dare una prima idea del genere di risorse raggiungibili attraverso la rete, in base alla considerazione che per chiunque si accosti alla telematica con l'intento di comprenderne le potenzialità per certi tipi di interessi di studio  la difficoltà maggiore consiste nel reperimento delle informazioni e nella loro organizzazione sotto forma di catalogo riutilizzabile.

Proprio per questo motivo, nel campo degli studi storici, come già per quelli letterari e filosofici, è presto fiorito un genere specifico di risorse, costituito dagli indici e dai metaindici di risorse telematiche d'interesse storico. Una scelta di questo tipo di strumenti – ai quali appartiene in fondo anche il materiale qui selezionato – si troverà nella pagina dedicata appunto a «Indici e metaindici». Si tratta tuttavia di strumenti di orientamento che hanno già conosciuto anche tradizionali edizioni cartacee, come nel caso del celebre The History Highway. A Guide to Internet Resources, realizzato da D. A.Trinkle, D. Auchter, S. A. Merriman e T. E. Larson (New York, M. E. Sharpe, 1997) e del quale esiste naturalmente anche un sito Web contenente non il testo integrale della guida, bensì gli aggiornamenti e le correzioni che, nel mutevole mondo delle reti, sono all'ordine del giorno.

Lo scopo della presente guida non è dunque affatto la completezza informativa – obiettivo arduo da conseguire con l'attuale ritmo di sviluppo delle risorse telematiche –, ma più semplicemente l'orientamento introduttivo. Essa ambisce cioè a fornire un'idea di massima delle tipologie esistenti e a sollecitare ciascuno a compiere in prima persona le visite e le ricerche che riterrà opportune. Del resto, qualsiasi catalogo può avere il massimo di utilità solo se redatto personalmente da ciascun ricercatore a seconda delle proprie esigenze individuali. Si è comunque cercato di offrire ciò che le guide già esistenti, nella maggior parte dei casi, non offrono: un primo livello di selezione critica per mezzo di sintetici commenti sui siti elencati. Ciò nell'intento non solo di agevolare il reperimento delle risorse qualitativamente più valide, evitando le incertezze derivanti dalle risposte dei motori di ricerca generalisti, spesso inattendibili e prive di elementi di valutazione; ma anche di giustificare caso per caso l'inclusione di determinati siti Web nella presente guida in base a criteri di valore contenutistico e tecnico. Si noterà certamente l'esistenza di ripetizioni. Ciò è conseguenza inevitabile della necessità di includere una stessa voce all'interno di categorie diverse: il criterio della pertinenza oggettiva è parso a tal proposito preferibile rispetto a quello degli attributi tipologici, del resto estremamente difficile da rispettare.

Questo strumento si propone in conclusione di mostrare la quantità di energie e di risorse che fino ad ora già sono state impegnate in materia di applicazioni telematiche per la ricerca e l'insegnamento storici a livello universitario. Se questo appare senz'altro vero soprattutto in ambito americano e, in generale, anglofono, tale considerazione comincia però a valere anche per paesi di aree culturali e linguistiche diverse. In Italia, allo stato delle cose, sembra che la capacità progettuale in questo settore stenti ancora a trovare quei momenti di raccordo a livello nazionale, ma anche all'interno dei singoli atenei, che sono invece indispensabili - come l'esperienza inglese, americana e francese dimostrano - per avviare iniziative di qualche significato, impossibili da gestire sulla base degli sforzi di pochi individui o di gruppi isolati.

Da questo punto di vista sembra opportuno sottolineare la necessità non più rinviabile che le università 1) si attrezzino per innovare i curricula storici includendovi in modo permanente corsi introduttivi all'uso delle risorse telematiche; 2) si sforzino di dare vita a strutture, non necessariamente coincidenti coi tradizionali centri di calcolo, che siano dotate di attrezzature adeguate per rendere possibili le nuove forme di attività didattica e di sperimentazione; 2) individuino forme più snelle di utilizzo delle risorse finanziarie per far fronte alle sottoscrizioni alle banche dati testuali, bibliografiche e statistiche a pagamento, che stanno diffondendosi sempre più in conseguenza del progressivo realizzarsi di vasti progetti di digitalizzazione di fonti intrapresi in molte parti del mondo; 3) acquisiscano la sensibilità necessaria per finanziare progetti di interesse generale rivolti alla creazione di risorse destinate alla rete, dalla cui esistenza può derivare un radicale miglioramento delle condizioni di studio, di insegnamento e di ricerca; 4) affrontino con consapevolezza il problema delle conseguenze che la diffusione degli strumenti elettronici e telematici sta avendo sul piano dell'editoria e della circolazione dei risultati della ricerca.

Il presente contributo vorrebbe essere anche dimostrazione di come iniziative di interesse non trascurabile siano in corso di realizzazione anche nell'ambito universitario italiano, in particolare presso l'Università di Trieste, dove importanti esperienze hanno permesso di ampliare e rinnovare l'offerta didattica di dipartimenti come quello di Storia e di Scienze dell'Antichità.

Un'ultima notazione sia consentita circa l'uso della lingua inglese nei commenti e nei cappelli introduttivi a ciascuna pagina della guida, redatti per la presente occasione. Esso non deriva certo da un vezzo, bensì dal fatto che il ricorso a tale lingua è parso necessario al conseguimento dell'obiettivo che lo staff   di Cromohs si è posto: approntare, con la Guida, uno strumento capace di rivelarsi utile al pubblico internazionale della rete.

Giugno 1998

 

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