SITI CHE OFFRONO ISTRUZIONI SULLE RESTITUZIONI
La disciplina delle spoliazioni, elaborata dai Regimi fascisti, incise sul tessuto sociale e storico dell'Italia.; in seguito alle leggi razziali, in Germania ed in Italia, gli Ebrei subirono due tipi di spoliazioni: da un lato essi furono privati di ogni dignità umana, umiliati, mortificati, anche nella sottrazione di beni che non avevano un valore "economico" ma affettivo: occhiali, fotografie, diari, poesie; dall'altre parte, le spoliazioni "legali", di massa, di ogni proprietà materiale ed economica (case, oggetti personali, e anche dei gioielli, dei tappeti e delle opere d'arte). La documentazione rimasta, quella degli enti predisposti alla gestione e alla vendita degli immobili confiscati o sequestrati ricorda palazzi del valore di milioni di lire e di abitazioni modeste e a volte anche misere.

Dopo la guerra, il sentimento naturale che vide nella restituzione di ciò che era stato vergognosamente sottratto l'atto più ovvio e doveroso si trovò a fare i conti con una situazione complessa, che interessava molti interessi e soggetti. Questioni che in alcuni casi ancora oggi non hanno ancora terminato il loro iter. Su Internet si possono trovare siti gestiti dalle commissioni che si occupano di portare a termine le pratiche di restituzione: un gioco complesso che coinvolge studi legali (cfr The centre for information on Holocaust restitution), banche e governi nazionali (cfr Civs).

Per quanto riguarda il Governo italiano, nel dicembre del 1998 è stata sottolineata l'importanza della chiarezza e della puntualizzazione storica della vicenda delle attività di acquisizione dei beni di cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati, ed è stata predisposta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri un'apposita Commissione, la Commissione Anselmi, con il compito di "ricostruire le vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni di cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati" , con l'obiettivo di far luce, sulle spoliazioni ma anche sulle restituzioni, definendo infine l'attuale assetto della situazione. A questa è stato affidato il compito di esplorare un aspetto delle persecuzioni antiebraiche che non è mai stato affrontato in termini complessivi e con riferimento all'intero territorio nazionale.

L'Iniziativa del Governo italiano di costituire la Commissione è stata presa d'intesa con l'Unione delle Comunità ebraiche italiane e rientra nel contesto normativo che, nel dopoguerra, negli anni ottanta e o negli ultimi anni, ha dato corpo ad interventi riparatori e risarcitori di oggettivo rilievo ed ampiezza.

Per lo svolgimento di tale dovere, ampio ed articolato, la Commissione si è avvalsa del raccordo con analoghi organismi istituiti presso Paesi stranieri, consultando pubblici archivi e, previa intesa, archivi di strutture private. Il 23 gennaio 2002, presso la Società Umanitaria di Milano, si è svolto un incontro di presentazione delle conclusioni alle quali è pervenuta la Commissione.