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Ritorno al futuro

Mi riferisco in questo capitolo non ai film di Robert Zemeckis (la nota saga con Christopher Lloyd e Michael J.Fox) ma alla primitiva e vincente idea di installazione di una Stazione di Radioamatore a Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche e precisamente a quella sorta di insegnamento/apprendimento delle lingue straniere non veicolato attraverso pacchetti preconfigurati e preconfezionati dalle solite e pur valide case editrici (già vecchi quando vengono immessi sul mercato perché dalla loro ideazione, redazione, costruzione, realizzazione, distribuzione e quant'altro ci passano degli anni) o dalle emittenti radiofoniche in Onda Corta o dalle stazioni televisive via satellite, ma piuttosto veicolati e diffusi attraverso un linguaggio vivo, attuale, presente, genuino e spontaneo, quale quello che viene normalmente usato dai Radioamatori di tutto il mondo per effettuare scambi di messaggi, di genere tecnico ma non solo; la lingua francese (utilizzata tra francesi ed ex colonie o possedimenti d'oltre Manica), quella spagnola (parlata tra iberici, centro e sud americani ed altri), senza contare l'inglese, parlato più o meno bene dai russi come dagli italiani, dai cinesi come dai norvegesi, etc.

Un progetto che ebbe vasta risonanza presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere e portò studenti a discutere tesi sulla diffusione delle microlingue o sul linguaggio dei Radioamatori.

eQSO

E dopo il passato, eccoci al futuro, per riprendere, in quanto auspicato da più parti, da più Leggi e da più Istituzioni, l'apprendimento delle lingue straniere, l'inglese principalmente; utile sia per noi Radioamatori che, alla soglia dell'abolizione dell'esame di radiotelegrafia Morse, dovremo molto probabilmente dimostrare (agli esami ministeriali cui ci sottoponiamo per ottenere la Patente di Stazione di Radioamatore) di saper sostenere una conversazione più o meno tecnica in lingua inglese; ma soprattutto, e nuovamente, utile all'Università per l'apprendimento delle lingue straniere (l'inglese e lo spagnolo sono statisticamente le lingue radiofonicamente più diffuse) attraverso questo modo vecchio e nuovo. Vecchio perché la radio conta ormai più di 100 anni di vita (ma non li dimostra affatto); nuovo perchè si tratta di ascoltare e contattare persone straniere che hanno i nostri stessi problemi linguistici, oppure diversi, che hanno l'opportunità di scambiarsi messaggi tentando un approccio più linguistico che tecnico, senza troppi problemi di dizione, di pronuncia, di lessico o di vocabolario. Questa volta non più in Onda Corta, con tutte le sue problematiche (vedi una serie di articoli dell'autore sulle riviste Radio Kit, Radiorivista e Radiorama).

La scelta non è casuale ma è dettata da una serie di interventi tecnici operati a livello di gestione delle Rete Internet dal Centro ReTe da cui il CISI dipende, interventi di chusura di alcune porte TCP e UDP che hanno isolato dei tronconi di rete da una serie di servizi. È stata quindi una scelta logica e strategica nello stesso tempo quella di connettersi attraverso eQSO a repeater.dns2go.com che, come si può vedere dalle maschere qui sotto, è il punto di ritrovo di tutta una serie di stazioni, di nodi e di link, specialmente dal Regno Unito, ma molto frequentato anche da altri operatori del resto del mondo.

Riassumendo:
per problemi di sicurezza dalla maggior parte dei computer di Palazzo Nuovo non è possibile connettersi attraverso il protocollo VoIP al sistema EchoLink; è però possibile la connessione al server repeater.dns2go.com di eQSO e si è quindi in grado di ritrasmettere e reinstradare, in streaming e protocollo VoIP, il traffico vocale di quanti sono connessi al server di cui sopra. Attraverso questa sperimentazione è possibile ascoltare via PC o via radio, e connettere chi si presenta o si annuncia.


Questa è, ovviamente, una implementazione successiva, una nuova idea di utilizzo, un nuovo modo di sperimentazione, un più completo e consono utilizzo di tutta una serie di conoscenze ed attrezzature; è ovvio (e non mi pare nemmeno il caso di vantarsene) che il sistema era stato progettato e realizzato a vantaggio del CISI poiché è possibile utilizzare il sistema in modo aperto ma anche "chiuso" (intranet sotto password o altro) per inoltrare chiamate al comparto tecnico del CISI attraverso il microfono del PC ed un semplice progamma; i tecnici del CISI, in giro per assistenza tecnica, possono attraverso semplici apparati LPD, di libera vendita e libero uso, rispondere, dare consigli, trovare soluzioni, prendere appuntamenti, ottimizzando quindi il lavoro e gli interventi tecnici, non essendo obbligati a farsi raggiungere via telefono cellulare o ritornare in sede per prendere visione delle chiamate di intervento.


Dall'ultima settimana di dicembre di questo tormentato ma fruttuso 2003 (per le vicissitudini e le peripezie ma anche per le ricerche e le sperimentazioni portate avanti con successo nel campo delle tecnologie digitali miste cavo-etere), IK1XHT è nuovamente "on the net" nella sua vocazione di stazione server non legata a reti straniere ma come nodo tutto italiano, finalmente libero da lacci e lacciuoli, con il suo IP 130.192.194.6, sul gateway 130.192.194.126, a disposizione di quanti vogliano sperimentare e fare ricerca in campo radioamatoriale, in questo nuovo ed intrigante scenario delle comunicazioni miste cavo-etere, come dagli auspici delle nuove disposizioni di legge che finalmente ci mettono in grado di adoperare le nuove acquisizioni della scienza e della tecnica a vantaggio nostro e della collettività. Ci si riferisce ai disposti del Decreto Legislativo 1 agosto 2003 Nr.259, pubblicato il 15/9/2003 sulla Gazzetta Ufficiale Nr. 214 (supplemento ordinario Nr.150).