THE GODFATHER
CAST la famiglia Corleone Michael Vito Corleone Don Vito Corleone
Diane Keaton (Kay Adams Corleone) Marlon Brando (Vito Corleone)
Al Pacino (Michael Corleone)
Robert Duvall (Tom Hagen)
James Caan (Santino Corleone)
Al Lettieri ( Sollozzo)
Sterling Hayden (Capitano Mc Cluskey) Talia Shire (Costanzia Corleone)
Don Vito con la nipote matrimonio di Costanzia matrimonio Costanza Corleone dialogo confidenziale
CREW Michael il nuovo padrino conflitto con il boss matrimonio Costanza Don Vito Corleone
Sceneggiatura: Mario Puzo e F. Ford Coppola
Fotografia: Gordon Willis
Scenografia: Dean Tavoularis
Montaggio: Marc Laub, William Reynolds, Peter Zinner, Murray Solomon
Produzione: Paramount Home Entertainment
Don Vito Corleone Don Vito e il figlio di Michael Michael James Caan
TRAMA
Agosto 1945. Grande festa a Long Beach nella villa dei Corleone. Si sposa la figlia di Don Vito, Connie, e la famiglia italo-americana si riunisce attorno al suo grande patriarca: Connie e suo marito Carlo Rizzi, poi i tre figli maschi: Santino, detto Sonny, il focoso primogenito, fortunato con le donne e attaccabrighe con gli uomini, Fredo, il secondogenito, pavido e nevrotico, emarginato dalla gestione della cosa famigliare, Michael, introverso e gentile, eroe di guerra e defilato rispetto agli affari della famiglia. Con Mike c'è Kay, la sua ragazza, immersa in un mondo che non conosce affatto. Poi c'è Mama Corleone, con la sua presenza discreta e sicura; i fedelissimi gorilla di Don Vito, Clemenza, Tessio, Luca Brasi; e soprattutto Tom Hagen, l'unico non italo-americano, un trovatello portato in casa da Sonny e cresciuto come un fratello della grande famiglia. Tom, ora avvocato e consigliere di Don Vito, è l'uomo di fiducia del clan, e assiste alle varie raccomandazioni e suppliche rivolte al padrino durante il matrimonio della figlia, secondo l'uso siciliano. Tra i primi compiti da svolgere c'è quello di far lavorare Johnny Fontane, un cantante attore che deve alla mafia il suo successo, a dispetto del produttore Jack Woltz, che per motivi personali non vuole affidargli una parte in un film di sicuro successo. Tom vola a Los Angeles e sistema con efficienza la faccenda: Woltz, che rifiuta di cedere ai ricatti sottili dell'avvocato, trova un mattino nel suo letto la testa mozzata di un cavallo, il suo purosangue preferito. "Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare", è lo slogan della famiglia Corleone, coinvolta nella lotta per la supremazia. L'elemento di novità rispetto al vecchio assetto mafioso è l'ingresso della droga: Virgil Sollazzo, legato alla famiglia Tattaglia e (si scoprirà poi) al potente Barzini, propone a Don Vito Corleone di allearsi per controllarne lo spaccio, ma il vecchio rifiuta l'offerta, legato com'è all'immagine di una vecchia mafia che sta per essere superata dai tempi. Sollazzo, però, capisce che c'è un anello debole nella catena della famiglia Corleone, Sonny, il quale sarebbe disponibile ad un certo rinnovamento dei metodi della Famiglia. Così Don Vito è vittima di un attentato, per la strada; mentre Tom Hagen viene rapito e convinto a mediare con la sua famiglia in direzione di un compromesso con i Tattaglia. Nel frattempo è stato anche eliminato Luca Brasi, uomo fidato del "padrino", che aveva tentato di infiltrarsi nelle file della famiglia avversaria. Mike, bravo ragazzo americano, con le mani pulite rispetto alla delittuosa attività dei suoi, apprende dell'attentato mentre esce dal cinema con la sua ragazza. E da questo momento inizia un lento ma deciso avvicinamento alla Famiglia e alla sua logica. E' lui che salva il padre da un altro attentato all'ospedale dove è ricoverato; ed è lui che, giocando sulla estraneità alla Famiglia, fa fuori Sollazzo "il turco" e il disonesto capitano della polizia McCluskey. Ormai coinvolto nella guerra tra le bande, Mike si ripara in Sicilia, dove ha una breve stagione di spensieratezza e d'amore: si sposa con una giovane bellezza locale, Apollonia, la quale muore però in un attentato destinato a Mike. Dall'altra parte dell'oceano, Sonny è caduto ingenuamente vittima di un'imboscata (tradito come si saprà dal cognato Carlo), e il "padrino", ormai stanco di sangue, si fa promotore di un incontro tra le varie bande mafiose, in cui viene sancita la tregua: Don Vito e Philip Tattaglia si abbracciano simbolicamente. Così Mike può tornare in America, sposare Kay Adams, la ragazza di un tempo, e prendere in mano le sorti della Famiglia. Il vecchio don Vito, ormai in pensione, delega il brillante Mike in tutte le attività famigliari, poi muore giocando col nipotino. Mike gestisce ormai la Famiglia come un'azienda, aspira a farla diventare, un giorno, un'impresa legale, progetta di trasferire il centro dell'attività a Las Vegas e porta il clan ai vertici del potere. Elimina infatti, in un solo colpo tutti gli avversari: il giorno del battesimo di suo nipote (di cui è il "padrino") fa uccidere simultaneamente Barzini, Tattaglia e il potente Moe Greene, boss di Las Vegas. Poi si vendica di Carlo Rizzi e di Tessio. Insomma, Mike, il bravo ragazzo americano è diventato il nuovo "padrino" dal taglio più moderno e manageriale del vecchio, paternalista don Vito. Kay, la giovane moglie, ne osserva la metamorfosi perplessa.
NOTE SUL FILM
l romanzo di Mario Puzo, Il Padrino, è uno dei maggiori best sellers di tutti i tempi. L'intenzione di portare sullo schermo Il Padrino risale alla primavera 1970. La Paramount incarica dell'operazione Albert S. Ruddy. La sceneggiatura viene redatta dallo stesso Puzo, insieme a Coppola che è stato prescelto per dirigere il film. Le riprese iniziano il 29 marzo 1971. Il personaggio di Vito Corleone viene affidato, dopo molti ripensamenti, a Marlon Brando al quale vengono affiancati molti promettenti giovani attori: Al Pacino, James Caan e Diane Keaton. Il novanta percento delle scene del Padrino vengono girate a New York. Circa 120 località fra Manhattan, il Bronx, Brooklyn e Richmond hanno fatto da sfondo alla storia della famiglia Corleone. Le musiche sono del geniale Nino Rota, ma Carmine Coppola, padre del regista, dirige una tarantella e una selezione di folk siciliano. Talia Shire, sorella di Coppola, impersona Connie, la figlia di Vito Corleone. Alla premiazione del 1973, Il Padrino vince tre Oscar: miglior film, migliore attore protagonista e migliore sceneggiatura non originale. Il film incassa 200 milioni di dollari (un buon 6% dei quali va a Coppola). Le azioni della Paramount salgono dai nove dollari del 1970 ai 33 e mezzo del 1973.
ANTOLOGIA DEI PARERI CRITICI

Il film è il trionfo del profitto e anche, specie se rivisto a distanza di anni, della qualità. Il colossale monumento allo star system è, insieme, un saggio di grande dignità formale. L'importante, del resto, è che Coppola sia riuscito ancora una volta a condurre in porto un progetto che minacciava di saltare. Vince anche sull'ultima questione, quella della lunghezza del film, che dura tre ore contro le due e mezzo massime che la Paramount gli aveva concesso (pena il licenziamento): stavolta è lo stesso Evans (il produttore) che, visto il montato, è talmente entusiasta da proporre addirittura di allungare la versione finale.

Vito Zagarrio(Coppola)


…Individuando la chiave del successo, si scopre anche la sostanza reazionaria del film…. In Italia il film ha potuto circolare senza alcun divieto ai minori sebbene fosse molto più diseducante di tanti altri che sono stati sottoposti a tale divieto; i protagonisti sono dei delinquenti incalliti, trasformati in perfetti eroi di tipo borghese, buoni mariti, ottimi padri di famiglia, nonni esemplari, con l'aggiunta della fascinazione che irradiano attori quali Marlon Brando, James Caan e Al Pacino. E tutto ciò senza la minima giustificazione d'ordine sociale, che spieghi, ad esempio, perché i siciliani negli U.S.A. hanno mantenuto intatto, anzi ampliato, il loro spirito di mafia, mentre nulla di simile è accaduto, quando essi sono andati a stabilirsi in altre contrade del mondo.

Callisto Cosulich (Hollywood Settanta)

Copertina del libro
 
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