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Consultori Familiari: il Servizio Sanitario pubblico vicino alle donne, non alle malattie . . .

 

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Differenti modelli di consultorio in città

Con la nascita delle quattro aziende sanitarie cittadine l’organizzazione dei servizi consultoriali ha assunto specificità che variano sensibilmente da un’azienda all’altra.

Il più rilevante elemento distintivo è dato dalla presenza o meno di una struttura ospedaliera dotata del reparti di ostetricia quale presidio dell’ASL[1]. Laddove una tale struttura è presente, l’attività dei vari consultori ha trovato un coordinamento unico nel Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale[2] (per ASL 2 con l’ospedale Martini e per l’ASL 3 con l’ospedale Maria Vittoria). Le direzioni dei dipartimenti si sono mosse verso un’integrazione tra l’attività territoriale e quella ospedaliera con l’intento di migliorare il servizio e di ottimizzare le risorse a disposizione.

Differente è la situazione per le ASL 1 e 4, prive di presidi ospedalieri aziendali[3]. I servizi territoriali – che comprendono consultori familiari e pediatrici, servizi di comunità, medicina scolastica e altri servizi - hanno un coordinamento a sé e hanno elaborato, o lo stanno facendo, dei protocolli di intesa con presidi ospedalieri (come tra Ospedale Mauriziano e ASL1) al fine di migliorare la capacità di risposta dei servizi territoriali.

 

Tipologie di organizzazione dei servizi consultoriali

 

Tipo di organizzazione

Dal

ASL 1

‘Struttura complessa attività consultoriali[4]

2002

ASL 4

‘Struttura semplice consultori familiari e pediatria di comunità’

1994

ASL 2

Dipartimento Materno Infantile – Ospedale Martini

1997

ASL 3

Dipartimento Materno Infantile – Ospedale Maria Vittoria

1996

 
ASL 1 – Modello di integrazione consultori/ambulatori

L’ASL 1 è una delle due aziende sanitarie cittadine prive di Punto nascita[5].

Fino al 2003 l’attività di consultorio si distingueva nettamente dall’attività ambulatoriale di specialistica ginecologica. In consultorio venivano trattate le interruzioni volontarie di gravidanza e tutta l’attività di contraccezione (informazione, somministrazione, controlli); mentre il monitoraggio delle gravidanze è iniziato dal 1986 e la gestione della menopausa era a carico degli ambulatori specialistici. Questo contribuiva a tracciare sia profili di destinazione che modalità di fruizione dei servizi differenti. Anche il costo del servizio differiva: totalmente gratuiti o invece  a parziale carico degli assistiti (attraverso il pagamento del ticket, se dovuto), con conseguenti differenti modalità, tempi di fruizione dei servizi (es. attese prenotazioni) oltre che differente personale.

Dopo il 2003 il servizio è stato ripensato nel suo insieme. Sono state unificate le due tipologie di servizio (consultorio e specialistica) all’interno delle medesime strutture, negli stessi orari e con lo stesso

personale. La “cliente”[6] viene dirottata dal personale del servizio verso il consultorio o verso la specialistica a seconda delle urgenze e delle capacità di programmazione dell’attività. Tutto ciò avviene nel rispetto della totale gratuità che alcune prestazioni hanno e devono avere (es. controlli in gravidanza) e della continuità di rapporto fiduciario medico/ostetrica-paziente.

Questo progetto, che prende il nome di ‘Centro per la salute della donna’, si pone nell’ottica di considerare lo stato di salute nel corso dell’intero ciclo di vita delle donne, in un continuum: dall’attività di informazione e prevenzione, alla cura di eventuali problemi ginecologici, all’assistenza nel corso delle gravidanze, alla menopausa, ecc. La presa in carico avviene da parte di personale medico (ginecologi), ostetrico, infermieristico ed anche da parte di psicologi e mediatrici culturali.

Anche il coordinamento direzionale è unico e si rapporta direttamente con il personale medico che opera nei servizi, mentre per il restante personale sanitario è prevista una figura che fa da collettore di tutti i problemi/esigenze di infermiere e ostetriche e si rapporta con la direzione.

Per maggiori dettagli sui servizi erogati e sui percorsi che le utenti devono intraprendere per usufruirne  rimandiamo al paragrafo 1.10 ‘Servizi erogati e percorsi’.

 

ASL 4 – Modello di servizio territoriale per la pianificazione familiare e la gravidanza

L’ASL 4 è la seconda azienda sanitaria cittadine priva di presidio ospedaliero per quanto riguarda la ginecologia e l’ostetricia.

I cinque consultori operanti attualmente sul territorio sono nati con la costituzione del servizio a livello cittadino e da allora, nel tipo di attività svolta e nelle modalità adottate, hanno mantenuto la filosofia ispiratrice del consultorio come luogo di ‘pianificazione familiare’ e di ‘prevenzione primaria’.

Questo da un lato ha  impegnato molto il servizio a farsi conoscere sul territorio, a orientarsi verso le persone, non aspettando che siano queste ultime a mobilitarsi verso il consultorio (es. visite domiciliari  ai neonati o progetti rivolti alle comunità di cittadini stranieri e rom). Dall’altro lato sono state fatte delle scelte di ‘selezione’ dell’utenza. La presa in carico di una persona è pensata come avvio di un lungo percorso durante il quale nasce un solido rapporto di fiducia e confidenza tra personale sanitario e utenza del servizio. L’occasionalità di una visita di controllo può essere dirottata verso ambulatori specialistici. Naturalmente il consultorio non si rifiuta di accettare delle clienti, ma, sulla base delle richieste fatte (es. problema ginecologico extra contraccezione), indirizza verso strutture competenti per la risoluzione dei problemi; o piuttosto dalla fortuità del contatto tenta di costruire un percorso di più ampio raggio (es. da una richiesta di IVG può nascere una successiva consultazione per la contraccezione).

L’azienda ha inoltre scelto di avvalersi di personale esclusivamente dedicato al territorio.

Per quanto riguarda l’organizzazione direzionale, è presente una figura di coordinamento propria dei servizi consultoriali, in accordo e su delega dei distretti aziendali. E’ in definizione anche un coordinamento territoriale infermieristico.

  

ASL 2 – Modello di integrazione consultori/ospedale

Dal 1997 il Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Martini ha assunto la direzione organizzativa sia dell’attività ospedaliera di ginecologia-ostetricia e pediatria che dei servizi territoriali – consultori familiari e pediatrici. E’ stato elaborato un progetto di messa in rete di tutte le realtà del dipartimento che dal punto di vista delle utenti si articola in un percorso integrato che le accompagna alla contraccezione, alle gravidanze, al puerperio e poi alla pediatria infantile.

Nei fatti le sedi territoriale e quella ospedaliera sono distinte così come le modalità di prenotazione. La donna che sia seguita dal consultorio viene orientata verso altri servizi ospedalieri (es. corsi di preparazione al parto, counselling psicologico, ecc.) e può ritrovare in ospedale lo stesso personale presente nel consultorio (i medici del consultorio ad esempio sono ospedalieri); ma sarà l’utente stessa a provvedere alla prenotazione e soprattutto non seguirà un percorso preferenziale rispetto ad altre donne che non sono seguite dal consultorio.

Il modello di integrazione trova ulteriore perfezionamento nell’attività di formazione rivolta a operatori e operatrici che mira a un’intercambiabilità tra l’attività territoriale e quella ospedaliera. Segnala la presenza di  una logica di risparmio e massimo utilizzo delle risorse umane disponibili, che si traduce però anche in un’attenzione alle necessità di aggiornamento e formazione per competenze differenti.

Esiste un coordinamento del personale infermieristico e un coordinamento medico che interessa sia il personale ospedaliero che quello territoriale. Questi due coordinamenti fanno capo direttamente al Dipartimento Materno Infantile.

  

ASL 3 – Modello di interazione consultori/ospedale

 Nell’ambito territoriale di competenza dell’ASL 3, i servizi di consultorio afferiscono al Dipartimento Materno Infantile dell’ospedale Maria Vittoria. Per quanto riguarda, però, la definizione del budget utilizzabile e la gestione del personale i consultori sono direttamente dipendenti dai due distretti della ASL. Proprio questa autonomia gestionale dei due distretti e la scelta di non sovrapporre professionalità attive sul territorio con professionalità ospedaliere, rappresentano la specificità di questa ASL. Nella pianificazione organizzativa sono state individuate delle figure professionali trasversali ai distretti che mantengono le fila dell’attività dei consultori: esiste un coordinamento interdistrettuale del personale ostetrico e un coordinamento infermieristico che si rapportano direttamente con il Dipartimento Materno Infantile. I due coordinatori appartengono ai due distretti della ASL e si occupano anche del coordinamento di tutto il personale non-medico dei consultori per conto dei singoli distretti.

Anche in questo caso, come per i consultori della ASL 2, le operatrici del consultorio orientano verso i servizi ospedalieri (es. reparto di maternità) del Maria Vittoria; ma non sono stati attivati ‘canali diretti’ per la prenotazione di esami o altri servizi tra consultorio e ospedale.

 

Su Organizzazione Modelli Accoglienza Operatrici/ori

Note:

[1] Cioè quegli ospedali che non sono stati costituiti con personalità giuridica e  non sono Aziende ospedaliere.

[2] Il Dipartimento Materno Infantile è costituito dalle seguenti strutture:  Neuropsichiatria Infantile, Ostetricia e Ginecologia, Neonatologia e Pediatria.

Nel Dipartimento è previsto il collegamento funzionale con la struttura complessa Assistenza Sanitaria Territoriale e con i Distretti per le attività territoriali di competenza delle strutture del Dipartimento stesso.

L’ospedale Maria Vittoria l’ostetricia, la neonatologia, la terapia intensiva neonatale e la pediatria costituiscono un unico reparto.

[3] Nel caso dell’ASL 4 l’ospedale Giovanni Bosco, presidio ospedaliero dell’azienda sanitaria, non ha un reparto di ginecologie e ostetricia.

[4] Coordinamento unico per servizi consultoriali servizi di comunità, pediatria di comunità, ISI e l’informa handicap, in Via San Secondo, 29.

[6] E’ in redazione un documento che dettaglia le procedure di accoglimento nel centro per la salute della donna, in tale documento i destinatari del servizio sono esplicitamente definiti ‘clienti’.

 

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CIRSDe

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne

[www.cirsde.unito.it].