Articolo precedente Pagina iniziale Artifara n. 4 - Sezione Editiones Sezioni di Artifara

 

Per una traduzione moderna del
Curioso tratado de la naturaleza y calidad del chocolate
di Colmeneto de Ledesma

Edizione critica di Elisabetta Paltrinieri

 

Del successo riscosso da questo primo trattato europeo sul cioccolato e le sue proprietà, pubblicato a Madrid nel 1631 ad opera di Antonio Colmenero de Ledesma[1], sono testimonianza le innumerevoli traduzioni e edizioni in varie lingue (latino, inglese, francese, tedesco, olandese, danese e anche italiano) che, a partire dallo stesso XVII secolo, furono realizzate fino al 1863, anno a cui risale una delle edizioni inglesi della traduzione del capitano James Wadsworth[2].

Malgrado il cerchio temporale del Tratado si apra e si chiuda con questa traduzione, non bisogna dimenticare l’importanza che ebbero, per quanto concerne la sua diffusione in Europa, le traduzioni latine, la prima delle quali fu pubblicata a Norimberga nel 1644[3].

In Italia, il Tratado fu tradotto dal Vitrioli e pubblicato per la prima volta a Roma nel 1667[4]; riedito nel 1675, se ne conoscono altre due edizioni che presentano delle varianti minime[5]: quella di Venezia del 1678 “consacrata all’Illustrissimo Signor Gervasio Guglielmo di Gollen, Consigliere della Corte e Segretario di Stato di Sua Maestà Cesarea”[6], e quella di Bologna del 1694[7]. A partire da questa data, il testo di Colmenero non viene più riedito né se ne conoscono altre traduzioni, fatto che origina due problemi fondamentali: il primo relativo alla, se così può chiamarsi, “scientificità” della traduzione del Vitrioli; il secondo concernente l’originale su cui egli si basò per la sua traduzione.

Vediamo in cosa consistono:


a) Sebbene il primo paese – esclusa la Spagna, luogo in cui arrivò - ad aver menzionato cacao e cioccolato sia stato proprio l’Italia grazie, dapprima, alle Navigationi et viaggi[8] del Ramusio e, poco dopo, alla Historia del Mondo Nuovo[9] di Girolamo Benzoni e ai Raggionamenti[10] di Francesco Carletti, è certo che da noi questi prodotti non erano ancora molto noti agli inizi del ‘600. Lo testimoniano sia il Franciosini che, nel suo Vocabulario español e italiano del 1620, così descriveva il cacao: “una noce, o nocciuola, della quale gl’Indiani fanno una bevanda che chiamano cioccolate” e che, alla voce chocolate, glossava: “una bevanda indiana”, aggiungendo, soltanto nelle edizioni successive, “detta cioccolate”; sia il Manzoni nei Promessi Sposi quando, alla chicchera di cioccolata offerta a Gertrude, così commenta: “il che, a’ quei tempi, era quel che già presso i Romani il dare la veste virile”[11], dimostrando in tal modo che perfino nella Milano spagnola, prima del 1630, bere una tazza di cioccolata non era certamente abituale. Che dire, quindi, degli altri prodotti provenienti dall’America, o della flora e della fauna, o dei toponimi, per non parlare delle spezie delle quali Colmenero fornisce un lungo elenco quando descrive le varie preparazioni della cioccolata presso gli indigeni? Certamente essi erano da noi ancor meno conosciuti e perciò difficilmente traducibili in modo corretto nella nostra lingua. E, infatti, il nostro traduttore incorre in tutta una serie di errori, da una parte, semplicemente lessicali (per esempio, quando traduce “Campeche” con “campeca”, ma, dall’altra, anche semantici (d’interpretazione) proprio per via della sua disconoscenza dei termini utilizzati nell’originale spagnolo ( “Tavasco”=Tabasco, viene da lui tradotto con “tabacco”). A questo bisogna aggiungere la libertà di traduzione vigente all’epoca per cui, come afferma van Gorp, i traduttori erano soliti riprodurre soltanto un’”acceptable or target-oriented type of equivalence”[12]. Quindi, grande libertà a livello di linguaggio e di stile il cui estremo, per quanto concerne le traduzioni letterarie, si avverte, per esempio, in quelle di romanzi picareschi, cui spesso si tende a dare un lieto fine incompatibile con l’idea di “desengaño” e “open ending” di tale genere.
b) b) Il secondo problema è relativo all’originale su cui il Vitrioli si è basato per la sua traduzione. Infatti, sebbene nel frontespizio dell’edizione romana si legga a chiare lettere: “[…] Tradotto dalla lingua spagnuola nell’italiana con aggiunta di alcune annotationi da Alessandro Vitrioli”, dall’esame delle varie traduzioni, antecedenti la sua e realizzate in Europa, si evince senz’ombra di dubbio che egli non ha tradotto direttamente dall’originale spagnolo bensì si è servito della traduzione francese di Moreau del 1643 il cui titolo così recita: Du chocolate. Discours curieux, divisé en quatre parties par Colmenero de Ledesma, médecin et chirurgien de la ville de Ecija de l’Andalousie, traduit d’espagnol en françois sur l’impression faite à Madrid l’an 1631 et esclaircy de quelques annotations. […]Plus est adjousté un dialogue touchant le mesme chocolate (composé par Barthelemy Marradon. Tourné à présent de l’espagnol et accommodé à la françoise)[13].

 

Il fatto, tuttavia, non è così straordinario: Hendrix van Gorp, in un suo studio sulle traduzioni europee dei romanzi picareschi[14], evidenzia che un gran numero di versioni inglesi, tedesche e olandesi di questo genere letterario sono basate su traduzioni francesi benché nei rispettivi frontespizi presentino i libri in oggetto semplicemente come “tradotti dallo spagnolo”[15]. Per citare un esempio: il romanzo Don Diego de Noche di Salas Barbadillo venne attribuito a Quevedo in una traduzione francese del 1636, probabilmente per incrementare la sua vendita. Le conseguenti versioni tedesche, inglesi e olandesi attribuiscono tutte il romanzo a Quevedo.Van Dorp aggiunge che anche in molti altri casi la posizione centrale delle traduzioni francesi è inconfutabile e probabilmente può essere spiegata da fattori politici e culturali: infatti, se durante il XVI secolo e l’inizio del XVII gli Asburgo godevano di un grandissimo prestigio internazionale e sul versante culturale la Spagna poteva vantarsi di nomi quali quelli di Montemayor, Montalvo, Cervantes e altri mentre la Francia viveva un periodo politicamente e religiosamente tormentato, verso la metà del secolo XVII questa divenne la potenza politica e culturale dominante nel continente e assunse così un ruolo di intermediaria tra la Spagna e altri paesi come Inghilterra, Germania e Paesi Bassi. Questi ultimi che, a differenza degli altri stati, vantavano un contatto diretto con la Spagna, subirono anch’essi l’influenza francese che divenne predominante nella seconda metà del secolo.

Van Dorp non accenna all’Italia, ma il nostro caso, storicamente avvicinabile a quello dei Paesi Bassi per via delle relazioni più dirette che il nostro paese aveva con la Spagna, verrebbe dimostrato appunto dalla traduzione italiana del Vitrioli la quale risponde puntualmente alle caratteristiche indicate dal van Dorp. Anche limitandoci soltanto al frontespizio, dove si dichiara esplicitamente –come si è detto - che il testo è stato tradotto “dalla lingua spagnuola nell’italiana”, quando poi non corrisponde a verità come si dimostrerà nel corso della traduzione, ci accorgiamo di altri campanelli d’allarme:


a) a) il titolo prosegue: “con aggiunta d’alcune annotationi da A.Vitrioli”, note inesistenti nell’originale spagnolo del 1631 sia nel titolo sia in alcun luogo del testo, ma conformi a quel “et esclaircy de quelques annotations” del titolo del Moreau il quale, inoltre, ne è il vero autore;
b) b) l’aggiunta, alla fine del testo, della traduzione in italiano del Dialogo di Marradón[16], assente nell’originale spagnolo ma inserito dal Moreau nella sua versione, di cui il Vitrioli esegue una traduzione letterale.
c) c) Il sottotitolo: al generico “Al aficionado lector” dell’originale, il Vitrioli sostituisce il più esteso “Della cioccolata. Prefattione. Che contiene il soggetto e la divisione di questo discorso”, evidentemente calcato dal Moreau che così diceva: “Du chocolate. Préface. Contenant le sujet et la division de ce discours"[17];
d) d) una serie infinita di varianti rispetto all’originale, varianti che invece corrispondono alla traduzione francese e investono diversi ambiti: dalle aggiunte di segmenti per lo più esplicativi, assenti nell’originale e comuni alle traduzioni francese e italiana, alle comuni iterazioni ridondanti di aggettivi e verbi, alle coincidenti omissioni o semplificazioni di periodi, alla traduzione dal francese di interi periodi nonché delle già citate note[18];
e) e) infine, esiste anche tutta una serie di errori peculiari alla traduzione italiana, la maggior parte dei quali proviene da una cattiva lettura del Moreau. Per esempio, laddove quest’ultimo aveva tradotto il “perniciosamente” dell’originale con “très mal”, il Vitrioli travisa e scrive “tre mali”.

Da tutto ciò risulta quindi imprescindibile una nuova traduzione italiana del Tratado di Colmenero de Ledesma. Questa mia, pur basandosi sull’originale, tiene anche sott’occhio e la traduzione del Vitrioli e la sua fonte francese al fine di rilevare le numerose varianti e i vari fraintendimenti dell’edizione precedente. Eccone l’elenco – che verrà commentato in nota alla traduzione – pagina per pagina[19]:


Pagina 1

add. “del Re di Spagna”
add. “ e cagiona ostruttioni”
caniculares] “Sol Leone”
de la República] “comune”
add. “e son per dare[…] cioccolata”
add. “autore”
add. “borgo dell’Andaluzia”
add. “di cui ella si compone”
add. “e occasioni”
add. “nelle quali ella […] profittevole”

Pagina 2

add. “composizione”
add. “questa bevanda”
om. “semplici”
a predominio] “secondo l’eccesso delle sue qualità”
add. “Per intelligenza di che”
add. “per semplice ch’egli sia”
en él] “fra loro”
add. “e differente da quelle quattro prime”
add. “temperamento”
add. “corpi”
sino que se puede variar en nueve maneras] “ma ha nove specie e differenze”
par. “due qualità predominanti[…] simbolezzanti”
add. “e una nona, che li filosofi […] come chi dicesse temperamento a peso”

Pagina 3

mensura ] “volume”
add. “temperamento”
add. “superiori e predominanti”
las quales, en la sustancia que se sujetan, la hazen astringente] “divengono, ne’ corpi dove si trovano, astringenti”
add. “e fanno delle ostruttioni”
add. “inoltre, il cacao”
y no simple elemento] “e composto di quattro elementi”
add. “e proportionate”
en grado intenso en un sujeto] “in un grado superiore nel medesimo corpo”
a predominio] “in un grado superiore”
par. “ma il cacao […] freddo e secco”
La tercera, que es la conclusión, es legítima] “onde la conclusione resta verissima e sicurissima”
add. “et è credibile”
add. “ostruttioni”
en él] “nel cacao”
el hallarse] “il dire”
add.”che si crede asseverantemente”
add “a quest’obbietione”
experiencia] “cognizione”
add. “questo medico haveva del cacao, da cui”
tostada] “del cacao molto disseccato al fuoco”

Pagina 4

Ai ] “sicuro che ha in sé”
add. “si riporta”
add. “e grosse […] ontuose”
add. “due”
om. “digo”
inepto ] “altrimente a proposito […] toglier”
add. “al contrario”
add. “li medici l’ordinano tutto giorno”
único] “sovrano”
add. “dicendo”
add. “nell’acciaio”
add. “e grosse”
add. “e preparazione che vi si fa”
última] “sì perfettamente e esattamente”
om. “de suerte que”
om. “ya”
add. “il quale”


Pagina 5

om. “en el principio”
om. “d’esto”
supuesto que] “se si vede che”
om. “15”
add. “vecchio”
om. “pone el exemplo, assimesmo”
o es débil la que le queda] “restando molto fiacca”
om. “es a saber, sustancia de”
om. “tiene virtud de”
om. “y sustancia de”
add. “et il butiro, che nodrisce”
add. “o vino nuovo”
om. “es a saber”

Pagina 6

add. “diverse e differenti”
add. “li più […] del medesimo autore”
om. “doctrina”
om. “o d’aquel”
add. “malatie”
om. “artificialmente”?
add. “grasse e”
add. “fredde e secche”
add. “o moderatione”
add. “il cacao”
add. “che è un […] quest’effetto”
add. “assai bene che nel cacao”
add. “grasse”
om. “doctrina”
autor] “medico”
add. “grandemente”

Pagina 7

add. “assai”
add. “e chiudere”
como está] “intero”
add. “parti e”
om. “que possee”
add. “nella bocca”
que hemos dicho] “nel mortaio o nel mulino”
add. “che dicono che da una proposizione poarticolare”
no vale la consequencia] “non bisogna tirare una generale”
add. “a niente”
add. “quest’huomo”
om. “siendo assí que puede ser negro el que tiene los dientes blancos”
resulta] “si compone”
add. “et oppilativa”
add. “lo bruci”
primero] “attorno”
om. “y, después de aver crecido, plantan el árbol del cacao [para que], quando salga de la tierra”
add. “et ei non patisca”
add. “medesimamente”
add. “e scoperto”
add. “e come foderati”
d’ella] “che il detto fico”

Pagina 8

Blanco] “grande”
Assí] “che però”
Om. “tan a propósito”
Al cacao] “a questo frutto”
Add. “attiene”
Pimienta negra y de tavasco] “polvere nera e tabacco”
Pareciéndole] “ha stimato”
Pimienta] “polvere nera”
Add. “per la cioccolata”
Intento] “questo[…]parere”
Add. “la polvere chiamata[…], che è la polvere del essico”
En una parte] “nella metà”
Parte] “metà”
Se halló] “ha provato”
Add. “humido e”
Escritor] “medico”
14] “quattro”
Campeche] “campeca”
Add. “finalmente”
Avellana] “noce”
Avellanas] “nocchie”
Agua de açahar] “acqua di fiori d’Orange”

Pagina 9

Add. “la cioccolata”
Add. “tal quantità”
Om. “alcorçadas unas tablillas”
Que las comen] “come si fa”
Add. “hanno la proprietà”
Add. “il cattivo e […] fiato”
Add. “personaggio”
Add. “li garofani”
Add. “sopracitati”
Add. “in questa composizione”
Por no ser muy calientes] “a cagione che non riscaldi troppo”
Add. “d’ingredienti”
Y assí] “che però”
Add. “il quale ne prenderà”
Add. “et il colore debito”

Pagina 10

Avellanas] “nocchie”
Maíz] “grano d’India”
Add. “alla mistura”
Om. “las almendras”
Add. “le comodità”
Add. “principalmente le secche”
Add. “anzi, nocive”
Add. “in questi versi”
Add. “così”
Om. “casi”
Assadas o tostadas] “ben secche al fuoco”
Add. “ne’ suoi versi”
Add. “quelli”
Gravísimas] “fastidiose”
Perniciosamente] “tre mali”
Add. “queste due droghe”
Add. “l’uno e l’altro”
Cada libra d’él] della cioccolata

Pagina 11

Om. “que padecen”
Add. “con li seguenti versi”
Experimentados] “che sperimentano”
Add. “l’affannosa respirazione che si chiama”
Pues pugnamos contra una propia causa] “che cercano di distruggerci”
Add. “che è la polvere nera del tabacco”
Amarillos] “amare”
Om. “en los pueblos de”
Om. “unos chiles o pimientos”
Los de arriba] “le terze”
Om. “ni tan simples como los penúltimos, y son los usuales”
En neustro vulgar] “in nostra lingua”
Om. “tiene virtud”
D’éste] “del mecasuchil”
En la pasta] “nella confettione della cioccolata”

Pagina 12

Add. “di questa famosa bevanda”
Fuere más aficionado] “haverà più indispositioni”?
Om. “según los dicho”
De la misma forma] con tutto questo
Artificialmente] “Noi con l’artificio”
De la misma suerte] “tanto che”
Add. “nella cioccolata”
Add. “bevanda”
Om. “meramente”
Add. “stando io”
Add. “quei del paese”
Add. “vedendomi quivi”
Visitando] “da visitare”
Add. “xicara”
Probamos] “habbiamo fatto vedere”
Add. “grasse e”
O] “e”
Add. “e più forte nella cioccolata”
Add. “del cacao”
Add. “persone”
Se tocan] “si prendono”
Ésta] “la calda”
La otra] “la fredda”
Om. “ambas manos”
Om. “traban a”
Add. “lottatori insieme”
Om. “se quebrantan”
Om. “después de aver acabado el certamen”
Add. “si vede”
Donde] “il quale”
Algunos días] “qualche tempo”
Add. “che adoprarla quand’è fresca”
Lo que] “colui che”

Pagina 13

Add. “succhio di papavero”
Om. “medicamento”
Om. “de pimeinta”
Add. “si riduce al”
Om. “y teórica”
Om. “han experimentado”
Relaxa] “riscaldato”
Add. “troppo”
Add. “grasse e”
Om. “con el fervor”
Om. “el chocolate”
Probado] “detto”
Om. “hecha”
Se hallan] “ne dica”
Add. “ed anche hoggidì nell’Italia”
Add. “il medico”
Add. “la cioccolata”
Sujeto] “corpo”

Pagina 14

Add. “essendo[…] la cioccolata”
Y esto del segundo punto] “et eccoci alla terza parte”
Ellos] “detti ingredienti”
Om. “es verdad que”
Todos] “tutte le sorti di persone”
Sujeto] “corpo”
Add. “ricetta”
Add. “grani di”
Add. “grana di”
Add. “overo, di pepe del Messico”
Add. “granelli”
D’estos de las Indias] “granella di pepe d’India”
Om. “pimientos”
Add. “che si trovano di quei”
Om. “orejuelas, que llaman vinacaxtlidos, y otros”
Add. “di quei fiori”
Add. “duro e”
Add. “si può mettere”
Add. “vuolgarmente nominate rose passe”
Vainilla] “guscia”
Avellanas] “nocchie”ù
Add. “il complesso”
Add. “che fosse veramente”
Lo demás] “le nostrali”

Pagina 15

Add. “e tritino”
Piedra] “mortaio”
Add. “che gli Indiani”
Om “hecha para este propósito”
Tostar] “seccare bene al fuoco”
Add. “gran”
Om. “meneándolos al tostar”
Tostados] “secchi”
Chile] “pepe del Messico”
Se acabe la cantidad] “alla quantità sufficiente”
Cada vez] “di tanto in tanto”
Add. “si mescoli”
Add. “s’impasti”
Om. “y luego se va sacando de aquella masa”
Add. “né si dissipino”
Los demás] “tutti”
Add. “la confettione”
Add. “dilicata e”
Add. “e pastosa”
Derretida] “tutta liquida”

Pagina 16

Grandes] “larghe”
Después] “com’è indurita”
Add. “le foglie”
Doblando] “si leva”
Om. “y si lo echan […] enteras”
Add. “la cioccolata”
Add. “di prenderla”
Add. “antica bevanda degl’Indiani”
Om. “este atolle”
Moderna] “medesima”
Add. “la cioccolata”
Deshecho] “bagnare o lavare”
Add. “ha cavata e”
Add. “che essi chiamano”
Add. “calda”
Add. “la cioccolata”
Add. “o caldarino”
Add. “e rimesticata”

Pagina 17

Om. “que boze y”
Y assí se llama] “si fa nominar”
Add. “la persona”
Quando] “quanto che”
Om. “en una xícarao tocomate”
En aquel assiento que queda] “nel medesimo vaso”
Lo van echando sobre la espuma] “si versa la schiuma”
Om. “difuso y”
Add. “di più”
Add. “quello”
Otra tanta] “simile”
Mesturando lo uno y lo otro] “si mescola con la cioccolata”

Pagina 18

Add. “la quale”
Add. “finalmente”
Add. “ancora”
Add. “ad una più lunga preparazione”
Más] “molto”
Om. “i, entretanto que se calienta, se echa una tableta o”
Om. “dentro de un jarrico y, estando caliente el agua, se echa dentro”
Add. “calda”
Add. “la cioccolata”
Om. “comida o”
Add. “e detrimento”
Add. “che noi vegghiamo”
Add. “di vino”
Sujeto] “corpo”
Om. “y obstruir”
Se puede] “si contentarà la persona”

Pagina 19

Add. “et intemperie”
Add. “prenderà la detta cioccolata”
Add. “la persona”
Hasta] “per tutto”
Om. “particularmente”
Add. “in verun conto”
Om. “como dixe”
Om. “y particularmente”
Om. “débil y”
Om. “en el estío”
Add. “e molto più in Italia”ù
Add. “di quei paesi dell’India”
Add. “del corpo”
Om. “con el calor exhorbitante”
Om. “y depopula”
Add. “del corpo”
Add. “la persona[…] la cioccolata”
Haga muchisímo calor] “riscalda di molto”
Add. “gl’Indiani”
Conocimiento] “concottione”

Pagina 20

Add. “la persona”
Add. “per quanto si può”
Es de naturaleza] “produce humor”
Om “el beberlo”
Add. “vedremo che”
Add. “et estenuar il corpo”
Om. “impinguan y”
Add. “conforme e”

Pagina 21

Calabaça] “cedriolo”
Valenzía] “cocomero
Om. “tostadas”


 



Versione PDF del
Curioso tratado de la naturaleza y calidad del chocolate

 






Notas


[1] Per le informazioni relative all’opera e al suo autore cfr. Colmenero de Ledesma, Curioso tratado de la naturaleza y calidad del chocolate, edizione, traduzione, note e glossario a cura di E. Paltrinieri, Ed. Dell’Orso, Alessandria 1999.

[2] E’ questa l’ultima edizione del Tratado di cui si abbia notizia. Probabilmente si tratta di una delle tante riedizioni della prima traduzione inglese del 1640, effettuata da J. Wadsworth – che si firmava con lo pseudonimo di Diego Vadesforte - , riedita, con il titolo modificato, anche nel 1652. Al 1682 e al 1685 risalgono invece le edizioni della traduzione inglese di Chamberlayne, mentre al 1685 quella di Dufour (Cfr. Colmenero de Ledesma, op.cit., “Prospetto delle edizioni”).

[3] Chocolata Inda. Opusculum de qualitate et natura chocolatae […] in latinum translatum, W. Enderi, Norimberga 1644. Per ulteriori informazioni su questa e altre traduzioni del Tratado cfr. Colmenero de Ledesma, op.cit., “Introduzione”.

[4] Della cioccolata. Discorso diviso in quattro parti d’Antonio Colmenero de Ledesma, medico e chirurgo della città d’Ecija nell’Andaluzia. Tradotto dalla lingua spagnola nell’italiana, con aggiunta d’alcune Annotationi, da Alessandro Vitrioli. Nella Stamparia della R.C.A.: Roma 1667. Con licenza de’ superiori e privilegio. 94 pp. In-12°.

[5] Cfr. Colmenero de Ledesma, op.cit.(a cura di E. Paltrinieri), “L’opera”.

[6] Della cioccolata. Discorso d’Antonio Colmenero, medico nell’Andaluzia. […] In Venetia, per il Valvasense, 1678, 80 pp., 15 cm. In-12°.

[7] Della cioccolata, discorso […]. Tradotto dalla lingua spagnuola nell’italiana […]. Bologna, per il Longhi, 1694, 72 pp. In-12°.

[8] Il terzo volume di quest’opera fu pubblicato a Venezia nel 1556. Ed. consultata: Ramusio, Giov.Batt., Navigationi e viaggi, Torino, Einaudi, 1975.

[9] […]La qual tratta dell’Isole et Mari nuovamente ritrovati et delle Nuove Città da lui prorio vedute per acqua et per terra in quattordeci anni. Con Privilegio della Illustrisima Signoria di Venetia, per anni .XX. in fine: Venetia, Fr. Rampazetto, 1565. 8°. 175 Bl.

[10] Raggionamenti di F.C. Fiorentino sopra le cose da lui vedute ne’ suoi viaggi ai dell’Indie occidentali e orientali come d’altri paesi. All’Illustriss. Sig. Marchese Cosimo da Castiglione, Gentilhuomo della Camera del Serenissimo Granduca di Toscana. In Firenze, nel Garbo, nella Stamperia di Giuseppe Manni, 1601?.

[11] Manzoni, A., I Promessi Sposi, Bologna, Zanichelli, 1994, cap.X, p.243.

[12] Hendrix van Gorp, The European Picaresque Novel in the 17th and 18th Centuries, in “The Manipulation of Literature. Studies in Literary Translation”, Londra e Sidney, Croom Helm, 1982?, pp.136-148.

[13] Par René Moreau, Professeur du Roy en Médecine à Paris. Dédié à Monseigneur l’Eminentissime Cardinal de Lyon, Grand Aumode France. Sébastien Cramoisy, Parigi, 1643, 59 pp., 21 cm., In-4°

[14] art. cit., p.138.

[15] Idem.

[16] Tale versione viene inserita soltanto nell’edizione romana del 1667, pp.78-94.

[17] Trad. cit., p.75.

[18] Le quali, invece di circondare il testo come nel Moreau, sono poste in appendice pur essendone una traduzione letterale.

[19] Mi riferisco all’impaginazione dell’edizione romana del 1667. Abbreviazioni: add.= aggiunta della traduzione italiana rispetto all’originale; (…)=originale spagnolo] (…)= trad. italiana; om = omissione da parte dell’italiano; par.= parafrasi del testo spagnolo.





— per citare questo articolo:

Artifara, n. 4, (gennaio - giugno 2004), sezione Editiones, http://www.artifara.com/rivista4/testi/chocolate.asp


© Artifara

ISSN: 1594-378X



Inizio pagina