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Caterina Donati

Sintassi elementare
Roma, Carocci, 2002, (164 pp. + Appendice, Indici, Bibliografia)

di Daniela Capra


Tra le novità nel settore della Linguistica merita senz'altro un'attenzione particolare Sintassi elementare di Caterina Donati, docente di Linguistica generale all'Università di Urbino. L'opera si presenta come un'introduzione ad alcune proprietà fondamentali della sintassi delle lingue naturali, con un occhio particolare all'italiano, ma senza dimenticare una prospettiva universalistica, in cui agli esempi su diversi tipi di strutture frasali fatti in altre lingue (tra le altre, francese, inglese, giapponese) si uniscono considerazioni volte a disegnare un quadro sintetico del funzionamento di schemi mentali umani che stanno alla radice del processo di apprendimento e di produzione della lingua. Per questa ragione, la sua utilità va ben oltre l'interesse di chi si occupa specificamente di linguistica, per abbracciare anche quello di coloro che, secondo diverse modalità, si sono orientati alle lingue straniere. La riflessione strutturale, infatti, aiuta anche chi insegna o impara una lingua straniera a ragionare in termini più teorici e a sfruttare o potenziare la sua competenza linguistica applicandola consapevolmente ad un'altra lingua. La sintassi, vista come la componente centrale della grammatica, è quindi esplorata a partire da un approccio "pre-teorico ed empirico", per giungere poi a una spiegazione dei fatti linguistici nei termini del modello chomskiano a principi e parametri, che a partire dagli anni ottanta e grazie a un'ampia comunità scientifica internazionale ha rappresentato una svolta negli studi di Linguistica.

Il libro è organizzato in capitoli che si concentrano ognuno su una diversa entità costitutiva dal punto di vista sintattico, dalla parola -l'unità minima- alla frase, passando per il sintagma; le parti del discorso sono riorganizzate seguendo criteri distribuzionali in un capitolo a parte e anche allo schema x-barra e successivamente ai tipi di frase ne è destinato uno; il rapporto tra la sintassi e le altre discipline grammaticali è indagato nel capitolo finale. Gli otto capitoli sono identicamente strutturati e comprendono una parte introduttiva, cui segue la trattazione delle questioni ad essi pertinenti -suddivisa a sua volta in paragrafi-, chiudendosi poi con una conclusione che serve da sintesi; alcuni esercizi e domande su quanto esposto aiutano il lettore ad individuare i problemi principali, mettendolo alla prova sulla reale comprensione del testo. Le soluzioni -sintetiche e precise- sono offerte in appendice.

A questa struttura ordinata fa riscontro un'esposizione chiara ed essenziale, che non elude problemi e soluzioni, ma si concentra sui nodi fondamentali della recente teoria generativista. Nel corso della trattazione, la studiosa si addentra sempre più nelle questioni problematiche per la teoria sintattica, offrendo al contempo come soluzione la proposta teorica che fa capo a Chomsky. Esempio di ciò è il settimo capitolo, sulla teoria del movimento, dove per la prima volta si fa menzione del doppio piano struttura-s e struttura-p, utile al resoconto sulla teoria stessa; ciò a dimostrazione del fatto che i principi teorici non sono snocciolati come altrettante soluzioni ai problemi sintattici di volta in volta individuati, ma sono utilizzati nel momento in cui servono realmente a far luce su determinate questioni che altrimenti resterebbero senza risposta. Un modo di trattare le questioni, dunque, che non fa della teoria un punto di partenza, bensì un valido strumento da utilizzare al momento opportuno. E con un atteggiamento rassicurante, che prospetta convincentemente i principi teorici essenziali ad avere un quadro globale ma non superficiale di ciò che non è solo un metodo per l'analisi, ma si pone invece come modello descrittivo dei processi di produzione del linguaggio. Insomma, un libro capace di conciliare alle teorie chomskiane anche le menti restie alle astrazioni teoriche su cui si fonda.



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