Articolo precedente Pagina iniziale Artifara n. 2 - Sezione Marginalia Sezioni di Artifara Articolo seguente

Daniela Carpani e Ana Lourdes de HÚriz (a cura di),

En obras. Ense˝ar espa˝ol en la Universidad que cambia
Salerno, Edizioni del Paguro, 2001, (106 pp.)

di Daniela Capra


I saggi raccolti in En obras. Ense˝ar espa˝ol en la Universidad que cambia sono nati da una collaborazione intellettuale tra un gruppo di docenti di spagnolo dell'area genovese e presentano una molteplicitÓ di approcci e di intenti rispetto all'insegnamento della lingua straniera a partire da uno stesso assunto fondamentale: la necessitÓ di un cambiamento della didattica in relazione ai nuovi Corsi di Studi triennali voluti dalla recente riforma universitaria. Se infatti da un lato il triennio che va a sostituire il quadriennio del vecchio ordinamento implica -nell'insegnamento della lingua straniera e nella fattispecie dello spagnolo- l'esigenza di fornire comunque una completa preparazione di base (senza contare che alcune FacoltÓ non richiedono che una annualitÓ), dall'altro si rende necessario capitalizzare eventuali conoscenze pregresse che evitino allo studente un ennesimo quanto inutile ritorno sui propri passi: problemi contrapposti che comportano un abbandono dell'omogeneitÓ e l'affinamento delle strategie didattiche. Premessa e conclusione comuni agli articoli integranti il volume Ŕ poi l'idea che si debba propiziare il protagonismo degli studenti nell'apprendimento linguistico. Le due curatrici, Daniela Carpani e Ana Lourdes de HÚriz, oltre a presentare -come si vedrÓ nelle linee successive- un contributo individuale, firmano insieme le pagine dell'appendice, Nuevas fronteras para los profesores de espa˝ol: italiano como L2, un tema sempre pi¨ pressante nell'Italia che cambia -visto anche l'altissimo numero di immigrati da paesi ispanofoni in particolare nell'area genovese- e sul quale richiamano giustamente l'attenzione.

Il primo degli articoli presentati, Lengua espa˝ola en "Ciencias PolÝticas". (Apuntes sobre una experiencia didßctica) di Daniela Carpani, dopo aver segnalato la necessitÓ di ottimizzare il tempo disponibile rispetto alle lezioni frontali (necessitÓ qui ancor pi¨ imperiosa, trattandosi di alunni di Scienze Politiche), mette a fuoco il ruolo del docente come "orientatore di processi" e lo fa proponendo tre direzioni diverse e complementari: l'utilizzo -da parte del docente- del ruolo attivo dello studente nonchÚ della sua componente affettiva in vista del processo di apprendimento della lingua, l'analisi dell'errore e della sua funzione nell'acquisizione della nuova lingua e infine l'attenzione all'autoapprendimento come fase di riflessione del discente. L'ampia e ricca trattazione di queste questioni fondamentali e di altri corollari che emergono nel corso del loro svolgimento, nonchÚ la narrazione delle esperienze didattiche dell'autrice stessa rendono questo contributo molto utile ed interessante a chi si trovi ad occupare un ruolo di docente di una lingua straniera o di didattica delle lingue.

Segue Ense˝ar a aprender di Ana Lourdes de HÚriz. Con questa finalitÓ dichiarata, la studiosa si concentra su un problema che si presenta costantemente durante le lezioni di lingua e cioŔ l'errore, proponendone l'utilizzo in maniera positiva, ossia facendone il punto di partenza di una riflessione di chi l'ha commesso, volta all'apprendimento. Il come procedere praticamente -aspetto assai problematico- Ŕ chiarito in una serie di proposte la cui premessa teorica si basa sul famoso articolo di S. P. Corder, "The Significance of Learner's Errors", sull'indispensabilitÓ dell'errore nel processo che porta all'acquisizione di una lingua straniera. Gli errori commessi dagli studenti -ci dice Ana Lourdes de HÚriz- servono al professore per correggere la sua linea didattica in vista degli anni successivi, cosÝ come vanno anche commentati ai docenti dei corsi del livello seguente, in modo che questi possano conoscere i punti deboli dei nuovi alunni, con la finalitÓ di insistere sugli scogli ritenuti pi¨ problematici. Gli errori sono poi di utilitÓ agli stessi discenti, nel momento in cui sono visti come un meccanismo da essi utilizzato mentre imparano: il commento in gruppo degli errori pi¨ comuni, nonchÚ una lista individuale di errori fossilizzati e dubbi ricorrenti sono strategie che, facendo prendere coscienza agli studenti degli errori stessi, gettano le basi per il loro superamento. Sono veramente molto numerose e acute le strategie proposte per aiutare chi insegna e chi impara una lingua straniera, tanto che risulta impossibile farne anche solo menzione; consigliamo pertanto la lettura diretta del testo, grazie alla quale ogni volenteroso insegnante di lingua (e non solo a livello universitario) troverÓ certamente molti spunti e idee per migliorare la propria didattica e di conseguenza formare a sua volta persone pi¨ competenti.

Idealmente collegato a questo Ŕ l'articolo che lo segue nel volume, Ense˝ar a interpretar, di Mara Morelli. L'autrice, specialista in interpretariato, si concentra in queste pagine su come organizzare un corso di tale tipo, tenendo presenti le differenze tra le diverse tipologie di curricula universitari, dal momento che -osserva- a realtÓ scolastiche diverse (ad esempio, Diplomi universitari, FacoltÓ di Traduttori e Interpreti o ancora, Scuole Superiori orientate agli stessi scopi) devono corrispondere differenti strategie, cosý come diversi sono fondamentalmente gli studenti per aspettative, esigenze e -perchÚ no- personalitÓ; le metodologie vanno calibrate anche a seconda che si tratti di interpretazione simultanea o consecutiva. Ci˛ che invece si rivela una costante Ŕ, oltre alla fortissima motivazione che caratterizza gli aspiranti interpreti, il ruolo di leader che ciascuno di essi deve assumere durante le lezioni, in detrimento di quello del professore che, volontariamente, lascia spazio e protagonismo, a turno, ai suoi studenti, che danno vita a diverse attivitÓ atte a simulare il dibattito, la conversazione dello studio televisivo, la cerimonia ufficiale. Osservazioni puntuali e considerazioni generali integrano con intelligenza ed evidente professionalitÓ queste pagine che costituiscono una guida non solo per gli specialisti, ma per chiunque nutra interessi per la materia.

Del versante traduzione si occupa Raffaella Odicino nel suo contributo, La ense˝anza de la Lengua espa˝ola en los Diplomas Universitarios para Traductores. La formazione di traduttori professionali richiede strategie didattiche specifiche in aggiunta allo sviluppo delle cosiddette quattro abilitÓ, tipiche di ogni insegnamento linguistico; partendo da questo assunto, l'autrice ricorda che tanto la perfetta comprensione del testo quanto l'elevata capacitÓ linguistica nella propria lingua sono elementi indispensabili per una buona traduzione, intesa come processo e non come risultato di una comparazione di termini linguistici. Di conseguenza, guidata dalla propria esperienza pratica -oltre che da solide conoscenze teoriche- propone obiettivi e strategie per il loro conseguimento, specifiche per i vari livelli dei corsi. Dalle possibilitÓ d'uso dei vari dizionari alle discussioni collettive sui testi praticate in classe, sono numerosi i punti trattati in queste pagine, ricche di suggerimenti e di indicazioni praticabili da chiunque si consacri all'insegnamento della lingua spagnola e dedichi, come molto spesso succede, un certo spazio alla traduzione.

Se tutti i contributi vagliati sinora hanno in comune l'aspetto di prassi affiancato a quello teorico -doppia prospettiva che fa del volume uno strumento di grande utilitÓ per tutti coloro che insegnano una lingua straniera o l'italiano come seconda lingua- quello che lo chiude, Espa˝ol multimedia, di Ermanno Parodi, suggella indubbiamente con lo stesso punto di vista il percorso didattico proposto nelle pagine del volume. E lo fa suggerendo possibili vie a chi, abbandonando i vecchi sistemi audiovisuali, opta per le nuove tecnologie offerte da Internet. Oltre ai consigli pratici di vero esperto delle questioni anche tecniche, Ermanno Parodi suggerisce molteplici applicazioni del medio -a seconda degli obiettivi- utili all'insegnamento della lingua, della letteratura e della cultura, giacchÚ -ed Ŕ solo un esempio- i links che propone di attivare nella scheda multimediale che viene a costituire la "scaletta" della lezione hanno come unico limite alla variazione la nostra fantasia, oltre ovviamente alla nostra capacitÓ di navigazione. Si aprono nuovi scenari, stimolanti e divertenti per tutti.



Inizio pagina