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Julio LLamazares, Memoria della neve,

Venezia, Amos Edizioni, 2003
(104 pp. - trad. Sebastiano Gatto)

di Paola Tomasinelli

 


Julio Llamazares, è noto in Italia per la La pioggia gialla (edito da Einaudi nel 1988 e vincitore del Premio Internazionale

Julio LLamazares, Memoria della neve
Venezia, Amos Edizioni, 2003
Nonino), libro dalla straordinaria forza evocativa e dalla scrittura essenziale e al contempo incredibilmente poetica.

Ecco pubblicata dalle Edizioni Amos, in italiano, e con il pregio del testo a fronte, questa bella raccolta di poesie dal titolo Memoria della neve (Memoria de la nieve) uscito in Spagna nel 1982 e subito vincitore del prestigioso Premio Jorge Guillén, seconda raccolta di poesie dopo La lentitud de los bueyes, del ’79. Quella che ci racconta Llamazares è di nuovo la “sua” Spagna, quella dai paesaggi verdi del nord, che racchiude “centinaia di valli, gole, altipiani verdi e montagne di più di duemila metri”. È una Spagna di neve e di silenzio, di ricordi dell’infanzia di un autore che nasce in un paese, Vegamián, ormai scomparso perché sommerso da un lago artificiale, (proprio come Ainielle, il paese abbarbicato sui Pirenei aragonesi, vero “protagonista”, assieme al suo ultimo abitante, della Pioggia gialla.)

Un mondo che ci fa tornare alla memoria quello dei soldati repubblicani nascosti tra i monti negli anni immediatamente posteriori la Guerra Civile in Luna de lobos (1985), o quello dei silenzi che riempiono le pagine di Trás-os-Montes (1998, poi edito da Feltrinelli nel ’99). Ma qui con una maggiore densità, con una sorta di religiosità, perché, come spiega in un’intervista, “Fare poesia è come scrivere orazioni laiche”.

 

 

 



 


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