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Rafael Alarcón Sierra, Juan Ramón Jiménez. Pasión perfecta

Madrid, Espasa Calpe, 2003

di Milena Locatelli

 


Raccontare la vita di un uomo che volle consacrarla alla poesia è un’impresa meno facile e ovvia di quel che si possa pensare. Proprio in virtù di questa dedizione, infatti, a conoscere il percorso “vitale” del personaggio di cui si racconta sembrerebbe bastare la lettura, esperienza davvero unica come sa bene chi l’ha già fatta, dell’opera juanramoniana. Eppure, la cura e la dovizia di particolari che R. Alarcón Sierra ci offre nel raccontare il percorso umano dell’Andaluz Universal, non solo ci spingono ulteriormente verso l’opera del mogueregno ma ne chiariscono anche dettagli di non immediata assimilazione.

Allo stesso modo, affrontare il compito di presentare il lavoro di un uomo che racconta la vita di un altro uomo equivale a muoversi in un gioco di scatole cinesi che ben ripropone il movimento descritto proprio dal poeta in Revés de un derecho ya publicado:


   “Yo he hecho y dicho o escrito lo mismo que han hecho y escrito o dicho los que han hecho lo que han hecho, etc. Es decir, que mi vida es una síntesis y que mi escritura es una síntesis de mi vida y de toda la poesía anterior a mí, que es una síntesis de la vida”. (Citato in Alarcón, pag. 274).

Fin dall’introduzione Rafael Alarcón chiarisce il suo compito di biografo:


   “La vida de un hombre no es lo que ocurre a su alrededor, pero, error más frecuente, tampoco lo que ocurre dentro de él, abismo de ideas y fantasmas. En todo caso, sería un movimiento constante de dentro hacia fuera. […] Vida será la inexorable y forzosa tarea de «realizar el proyecto de existencia que cada cual es», llámese vocación o destino (pag. 14).

Pertanto, “los mandamientos del buen biógrafo serán, […] determinar cuál era la vocación vital del biografiado”. In questo compito R. Alarcón riesce perfettamente. La vocazione di Juan Ramón fu infatti la poesia e l’obiettivo che perseguì, con costanza, quello di dare forma “acabada, unitaria, perfecta, definitiva” alla sua opera. Così l’autore racconta la Pasión perfecta del poeta andaluso, dalla difficile esperienza della clinica francese di Castel d’Andorte e quella madrilena del Retraído, alla morte del padre, dall’incontro con la «joven literatura» e con Zenobia, all’esilio americano, al Nobel, alla morte in Puerto Rico e al “ritorno” a Madrid.

Divisa cronologicamente in tre parti (1881/1912 - 1912/1936 - 1936/1958) la narrazione sposta l’attenzione del lettore, in maniera quasi impercettibile, da informazioni su dettagli quotidiani e concreti della vita del poeta ad analisi di tematiche fondamentali dell’opera juanramoniana. Dunque, la biografia in questione mira ad essere non la relazione aneddotica della vita di Juan Ramón ma una somma delle sue “circunstancias vitales, historicas y literarias” che serva a contestualizzare meglio ciò che scrisse. Ma (l’autore mette in guardia da subito): “…que la poesía de Juan Ramón sea estrictamente vital, se nutra de su vida, no quiere decir que el significado de aquella sea «biográfica» […] ni que para interpretarla haya que caer en el biografismo”, rischio in cui va detto, R. Alarcón non incorre affatto.

L’autore si serve sia di testi poetici e critici juanramoniani che delle testimonianze di persone che conobbero personalmente lo scrittore. Rispetto alle biografie di G. Palau de Nemes (Gredos 1957), F. Garfias (Taurus, 1958), e G. Campoamor (Sedmay, 1976; di questo lavoro è stata pubblicata una versione aggiornata ma abbreviata: Juan Ramón Jiménez. Nueva biografía, Junta de Andalucía-Diputación de Sevilla, 2001), il lavoro di Alarcón si avvale di aggiornamenti derivanti da alcune pubblicazioni posteriori quali i diari di Zenobia (fondamentali per ricostruire il periodo americano), alcune opere del poeta (come Guerra en España, 1985), svariate lettere e l’edizione completa di R. Guerrero, Juan Ramón de viva voz (Pre-Textos, 1998-99) che rappresenta un contributo fondamentale per conoscere numerosi dettagli della vita di Juan Ramón e delle persone di cui si circondava.

In appendice vengono inseriti documenti autobiografici tratti da riviste e raccolte che, offrendo la possibilità di leggere il poeta narrato da se stesso, risultano particolarmente utili per un avvicinamento alla sua complessa figura umana e poetica.

Lavoro ampio e aggiornato, la biografia di Alarcón risulta interessante e soprattutto necessaria se si intende essere coerenti con il desiderio del poeta:


   “Mi ilusión seria poder correjir todos mis escritos el último día de mi vida”.
   “Mi necesidad de cambiar cada día mi escritura viene de que yo quisiera haber tenido siempre las ideas de cada instante”.

e, ancora:


   “Mi mejor obra es mi constante arrepentimiento de mi Obra”. (Alarcón, pag. 15)

Proprio nel caso del mogueregno, dunque, il costante ritorno sul suo percorso umano e poetico appare indispensabile.




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